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Misure istituzionali e capitali: l'anno delle Startup di valore
22/06/2016

Il 2014 si sta già dimostrando essere l'anno delle startup, anche in Italia.

I venture capitalist hanno già assistito alla crescita dell'ecosistema "startupparo" nel nostro paese, che però rischia di non produrre risultati concreti se non accompagnato da risorse adeguate; il rischio è di promuovere un gran numero di piccole realtà "orfane" e senza la struttura necessaria per superare il primo anno di vita, il più critico. Le starup sono soggetti estremamente delicati, ad alto rischio e condizione essenziale al loro sviluppo è il contributo di portatori di capitale specializzato.

Qualche passo in avanti è stato fatto attraverso il decreto "Crescitalia 2.0" che ha contribuito a diffondere conoscenza sul panorama startup e, cosa forse più importante, ne ha reso misurabili i confini: negli ultimi 11 mesi le Camere di Commercio hanno registrato 1.508 startup innovative, attorno alle quali hanni iniziato a satellitare incubatori e acceleratori (97), parchi scientifici (40), e spazi di coworking (65 in totale). A questi se si aggiungono circa 41 portali online orientati alla raccolta fondi, si arriva a circa 200 soggetti che si occupano di startup. Le previsioni del Ministero dello Sviluppo sono incoraggianti ed i mercari confermano questo "ottimismo": in Italia sbocciano 2 startup al giorno. 

Venture Capitalist e Business Angels nel 2012 hanno investito in totale 130 milioni di euro, un nulla se rapportati ai livelli europei e statunitensi, ma un buon risultato se invece si pensa che sino a qualche hanno fa il mercato non esisteva. In Italia l'ostacolo è però quello di avere una moltitudine di piccole startup (soprattutto nel settore del digitale) che non riescono a superare la fase di sviluppo iniziale, tramutandosi in "aziende bolla"; a questo si deve rispondere con percorsi non solo finanziari ma anche di supporto e di sviluppo di competenze manageriali e di knowledge aziendale. 

Gli scenari internazionali si allineano alle esigenze di quest'area di business; di esempio il piano Horizon 2020 promosso dall'Unione Europea, in cui interesse particolare è dedicato alle startup, con iniziative che partono da 500mila euro sino ai 2-3 milioni e la cui prima call è prevista a marzo. Sul piano nazionale invece, approvato da un paio di giorni il decreto "Destinazione Italia" che mira ad attirare capitali esteri e progetti di startup innovative che siano in grado di proporsi con business plan validi e valutabili. L'obiettivo è renderlo operativo entro marzo 2014. 

Simona Raccagni

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