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I trend economici del settore dentale
22/06/2016

La crisi dei consumi degli ultimi anni difficilmente non avrà ripercussioni importanti sui comportamenti di spesa futuri

Negli anni antecedenti ad uno dei periodi più critici per l’economia globale, infatti, i consumatori avevano delle abitudini e priorità ben definite riguardanti il modo di spendere i loro soldi: ebbene, queste risultano attualmente profondamente modificate, anzi in alcuni casi altrettanto ridimensionate. 
Considerando le variazioni di spesa previste per il 2014, eccezion fatta per alcuni Paesi del nord-europa, i consumatori europei stimano gereralmente consumi inferiori rispetto all’anno precedente, facendo rilevare le maggiori criticità in Grecia (-12,8%) e, a seguire, proprio in Italia (-2,4%).

I trend economici del settore dentale

Entrando nello specifico, alcuni settori economici risultano non avere più l’importanza che anni fa i consumatori avevano loro attribuito: del resto, è abbastanza intuitivo rilevare che, nei periodi di crisi economica, si realizzi una redistribuzione delle priorità di spesa. In tal senso, gli Italiani si sono dimostrati disponibili a ridurre la loro spesa per i beni non ritenuti di “prima necessità”: abbigliamento, divertimento, elettronica, vacanze, etc. Al contrario, solo pochi di essi hanno manifestato la loro volontà di ridurre i costi relativi ad affitto, educazione ed, in misura maggiore, salute.

I trend economici del settore dentale

Tuttavia, nell’ambito delle spese per la salute, le spese odontoiatriche sono considerate come un consumo di cui si può fare a meno, tranne che per le “urgenze”. Tra il 2007 e il 2012, infatti, le famiglie che hanno effettuato la spesa odontoiatrica sono diminuite del -2,08%, spendendo mediamente 126 € in meno, per una riduzione totale dei consumi in questo settore di -1,7 miliardi di €.

I trend economici del settore dentale

La conferma dell’andamento appena descritto arriva da un’indagine svolta dall’ANDI nei primi mesi del 2014: ben il 44% degli odontoiatri intervistati, infatti, ha dichiarato di lavorare effettivamente per un tempo inferiore a quello disponibile, cioè al tempo-lavoro che potrebbe potenzialmente essere impiegato. E per il 95% di questi, la causa risiede in una diminuzione dei clienti. Ne deriva che il 52,4% degli odontoiatri intervistati, ritiene che nel 2014 otterrà un ricavo inferiore a quello realizzato nell’anno precedente.

I trend economici del settore dentale

C’è da dire, però, che alla stessa domanda riferita l’anno prima al 2013, la percentuale di odontoiatri che aveva prospettato ricavi inferiori era stata del 58,2%. In un certo senso, dunque, sta migliorando in generale la percezione del mercato, anche se bisogna puntualizzare che alla fine del 2013 i medici che hanno ottenuto risultati inferiori all’anno precedente sono stati il 71,1% degli intervistati.
Appare evidente, dunque, che il settore odontoiatrico non possa essere assolutamente essere definito “in ripresa”. In tal senso, sarà necessario ricorrere nell’immediato a delle misure utili ad arginare il momento di difficoltà che il settore sta attraversando. Sempre dalla stessa indagine dell’ANDI, gli odontoiatri intervistati hanno individuato per il 2014 le sfide evidenziate in tabella: tra le altre azioni proposte, ben il 27,8% di essi ritiene che sia necessario riorganizzare il lavoro in modo da rendere lo studio più produttivo ed efficiente.

I trend economici del settore dentaleAgostino Ciciriello

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