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Fare reti d'impresa
22/06/2016

Fare reti d'impresaIl giorno 21 marzo 2011 alle ore 16.00, presso la sala Convegni dell’Associazione Industriali Reggio Emilia, si è tenuto il seminario Fare Reti d’impresa “Competenze strategiche per le reti e le aggregazioni tra imprese”.

Molto sentito e dibattuto il tema reti d’impresa tant’è che la Confindustria Reggio Emilia ha organizzato un corso di alta formazione per figure manageriali che si terrà alla Luiss a partire da maggio della durata di 12 lezioni e predisposto lo sportello reti finalizzato a fornire consulenza ed assistenza sugli strumenti normativi, finanziari, contrattuali ed operativi che possono essere utilizzati per dar luogo ad aggregazioni e reti e a favorire lo sviluppo di contatti e proposte di aggregazioni tra imprese.

Interessanti spunti di riflessioni sono stati sollevati nel corso dei diversi interventi.
La regione Emilia Romagna è costellata di piccole aziende, circa 475.000, il 99% delle quali ha meno di 50 dipendenti e il 94% ne ha meno di 10. Questo tessuto economico ha una forte vocazione all’export ed è proprio all’interno di tale contesto che si inserisce con vigore il tema della rete. Essa consente di pianificare investimenti che una piccola impresa non può permettersi, sfruttare al meglio la capacità produttiva, migliorare la competitività, incrementare conoscenze e competenze tramite una collaborazione selettiva. Per fare questo bisogna superare la diffidenza del piccolo imprenditore non disposto all’aggregazione in quanto timoroso di perdere la propria autonomia, di disperdere energie e know how, convinto che l’aggregazione porti ad una cancellazione del passato e della sua realtà aziendale.

L’intervento del Professor Paolo Di Marco si è concentrato su due aspetti di carattere operativo e concettuale. Il primo riguarda il Progetto Confindustria Emilia Romagna realizzato analizzando un campione di imprese che si sono dichiarate interessate alle aggregazioni di rete. Il questionario sul “potenziale di rete” ha raccolto informazioni rilevanti relative allo stile di leadership, team working, aspettative di rete e localizzazione di rete. Il secondo argomento ha riguardato la modalità di intervento a sostegno della rete secondo un modello chiamato C6 Vitality che permette di generare le idee di rete e di sviluppare le iniziative focalizzandosi su 6 punti (Fig 1):

Fare reti d'impresa - 2

Di notevole rilievo risultano essere i casi reali di aziende che hanno già messo in piedi una rete, organizzazioni pionieri che hanno scelto di integrarsi e collaborare per offrire alla clientela una gamma di servizi complementari e contigui. Questo è il caso di Netmade, una rete trasversale composta da 6 PMI reggiane del settore della gomma e della plastica che consente di presentarsi sul mercato con un’ unica voce e come unico fornitore che permette ai clienti di ridurre il parco fornitori, i costi di gestione e il time-to-market mantenendo l’ autonomia delle singole imprese e la flessibilità e rapidità nei tempi di risposta tipici delle PMI e di 01Wiring, rete nata dalla collaborazione di 3 profili imprenditoriali ed un manager, che è riuscita a unire le competenze, integrare le soluzioni e mantenere cosi bassi per la progettazione, realizzazione e installazione di automazioni, impianti e sistemi elettrici ed elettronici, impianti termoidrauilici, robotica, domotica e meccatronica.

Il contratto di rete si sostanzia nella sua veste giuridica ed economica e la sua definizione non è di carattere dogmatico ma descrittivo. La legge evidenzia alcune lacune e dubbi da sciogliere per quanto concerne gli elementi di cui è costituita la rete. Perplessità sorgono nel considerare la rete come sistema aperto, ossia destinato a ricevere adesioni continue o sulla modifica del programma di rete, per il quale il legislatore non ha indicato se vige il principio maggioritario o l’unanimità (in quest’ultimo caso difficilmente si potrebbe assistere ad una modifica del programma).

E’ pacifico, tuttavia, affermare come le aggregazioni in rete siano congeniali per le micro e piccole realtà aziendali che necessitano di raggiungere una “massa critica” per competere sul mercato.

Il contratto di rete assume rilevanza nell’ambito di due aspetti congiunti: l’Internazionalizzazione e l’Innovazione. Le reti d’impresa superano il concetto territoriale dei distretti, prevedono un ruolo paritario tra le aziende e proprio la finalità da essa perseguita, il miglioramento della capacità competitiva ed innovativa, la distingue da tutte le altre forme aggregative.

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