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Percorsi strategici per le Reti di Impresa: il Business Plan di Rete
22/06/2016

Percorsi strategici per le Reti di Impresa: il Business Plan di ReteLe recenti dinamiche di mercato hanno fatto mutare le condizioni in cui le imprese sono chiamate a competere, soprattutto se si considera il settore delle PMI.

L’aggregazione che si raggiunge attraverso la costituzione di una rete di imprese consente non solo di “aprire” le filiere, beneficiando di un maggiore apporto di know how, ma favorisce anche il raggiungimento di economie di scala, la riduzione del time to market, oltre ad incrementare sensibilmente le opportunità di internazionalizzazione. Quest’ultimo aspetto può essere confermato dagli attuali trend delle piccole medie imprese agroindustriali italiane, che grazie all’aggregazione in rete hanno avuto la forza di approdare su quei nuovi mercati, asiatici ed orientali in particolare, che sono e saranno la forza trainante dell’export italiano. 
Gli elementi fondamentali affinché sia pensabile e sensato costituire una rete di imprese sono essenzialmente 4:

  1. Idea generatrice
  2. Opportunità di Business
  3. Relazioni di rete
  4. Potenziale di rete 

Come avviene nel caso di analisi di un singolo progetto imprenditoriale, anche per le reti di impresa lo sviluppo di un Business Plan di Rete è uno strumento indispensabile per definire non solo il progetto, ma per valutarne preventivamente la fattibilità e le reali opportunità. Vediamo ora quali sono gli step principali nella redazione del BP di rete.

  1. Idea generatrice: è il punto di partenza del Business Plan di Rete, che in prima battuta si sviluppa definendo Vision e Mission di Rete, propedeutiche alla progettazione di una strategia provvisoria in quanto delineano i confini di azione e competenza che ogni soggetto che partecipi alla rete dovrà seguire.
  2. Analisi esterna: riguarda essenzialmente i macro sistemi esterni alla Rete, che tuttavia ne influenzano notevolmente il successo o il fallimento. Si sviluppa attraverso l’analisi dei mercati/business a cui sarà rivolta l’offerta di Rete (modello di analisi di Abell), lo studio dello scenario competitivo (modello delle 5 forze competitive di Porter) e del macro ambiente che definisce il contesto operativo di Rete (contesto economico, politico, sociale, istituzionale). L’analisi esterna deve essere sviluppata con precisione e senso critico, in quanto consente di determinare quei fattori critici di successo che non dipendono strettamente dalle imprese e che molto spesso non possono essere controllate o perfettamente gestite.
  3. Analisi interna: permette di valutare gli assetti economico finanziari delle singole imprese attraverso lo studio dei documenti di stato patrimoniale e conto economico ed inoltre consente di definire le singole catene del valore, evidenziandone le funzioni aziendali fondamentali. In questa fase implementare una matrice SWOT è essenziale per riassumere i punti di forza e debolezza dell’iniziativa di Rete.
  4. Strategia rielaborata: analisi interna ed esterna consentono di rivedere la strategia provvisoria, modificandola ed arricchendola se opportuno, in modo da ottenere una strategia definitiva che sia coerente e realistica. 
  5. Definizione del marketing operativo di Rete: permette di elaborare i fattori di successo dell’offerta ed i collegati attributi del prodotto/servizio attraverso la definizione del marketing mix, avvalendosi in fase successiva di mappe di posizionamento e matrici di criticità.
  6. Progettazione della Rete futura: programmazione delle modalità operative e tecniche con cui la Rete sarà in grado di raggiugere i suoi obiettivi, definendo ovviamente il Business Model di Rete che potrà essere configurato in ordine verticale o orizzontale a seconda del legame che collega le imprese partecipanti alla Rete. Il sistema di produzione/erogazione sarà delineato dalla definizione della Supply Chain e dei Layout di processo e prodotto. 
  7. Sistemi organizzativi: si tratta di progettare la struttura che veicoli l’intera operatività di Rete, identificando ovviamente anche le figure chiave necessarie attraverso un semplice organigramma che dovrà essere seguito da una breve presentazione delle risorse coinvolte. 
  8. Proiezioni economico-finanziarie: essenzialmente è sufficiente definire oltre al piano degli investimenti (sostenuti e/o prevedibili) il prospetto dei flussi finanziari ed un piano di finanziamento che consentano di ottenere le informazioni utili alla definizione stato patrimoniale e conto economico preventivi.
  9. Action Plan: l’ultimo step del Business Plan di Rete riguarda l’implementazione e l’esecuzione dei piani operativi in modo da raggiungere le milestons secondo le scadenze prestabilite. Utile, in questa fase, avvalersi di differenti Gantt per ogni impresa coinvolta, e di uno riepilogativo che sarà gestito dal manager di Rete.

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