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Incubatori d'impresa VS Vivai d'impresa
22/06/2016

Il concetto di incubatore d’impresa: quali criticità implica questa definizione?

Partiamo pensando al concetto stesso di “incubatore”; uno strumento con l’obiettivo di preservare le funzionalità vitali di un soggetto la cui salute allo stato attuale è compromessa, un sostantivo che esprime staticità e chiusura. Sebbene l’aim di queste strutture sia sempre stato quello di agevolare lo sviluppo di neonate realtà imprenditoriali, molto spesso i risultati non hanno giustificato gli sforzi profusi. 

Partendo dall’analisi delle principali criticità dei soggetti incubatori, è possibile intuire quanto vi sia la necessità di una nuova interpretazione. 
Vorremmo proporre un’impostazione più propositiva, utilizzando una terminologia differente, passando quindi dalla definizione di incubatori d’impresa a quella di vivai d’impresa; questo utile parallelismo con il mondo dell’agronomia può essere interessante per definire quale sia la nostra concezione di quello che un soggetto promotore d’impresa dovrebbe rappresentare. 
Innanzi tutto occorre prendere in considerazione i fattori che caratterizzano gli attuali mercati. La velocità è sicuramente il primo di questi. Come è possibile pensare sia realistico accompagnare un percorso imprenditoriale per più di 6-8 mesi? Un’idea di business è già potenzialmente obsoleta nel momento in cui nasce, viste le dinamiche competitive contemporanee; protrarre il percorso di incubazione (che spesso arriva a 2 anni) rischia di produrre realtà che nel momento in cui sono pronte a proporsi, sono già paradossalmente fuori mercato. In secondo luogo i mercati richiedono una buona predisposizione al dinamismo e all’apertura; come può un soggetto che è cresciuto entro confini e limiti ben definiti (e che quindi si è messo alla prova solo con se stesso o con realtà simili) essere pronto alla prova il complesso macro-environment esterno? Come può essere in grado di mutare velocemente, insieme alle variabili di un contesto ormai globale, adattandosi ed evolvendosi con esso?

Con il concetto di vivaio di imprese si intende promuovere 3 concetti principali:

 Alta selettività dei progetti e delle potenziali start up

 Stretta relazione con l’ambiente esterno, trasparenza e network relazionali

 Effetto Booster

Una stretta ed accurata selezione dei progetti in entrata consente di focalizzare impegno e risorse solo su soggetti imprenditoriali ad alto potenziale, evitando di trascinare e spingere progetti destinati a non essere performanti. Dopo tutto, un vivaio cura e sviluppa solo piante sane, che avranno alta probabilità di essere apprezzate dal mercato; i soggetti non sani o inadatti sono a priori esclusi. Può apparire brutale, ma è l’essenza delle dinamiche competitive.
La relazione con l’ambiente esterno è cruciale per la crescita di una start up: quindi sì a influenze esterne, ad interdipendenze con altri soggetti, a scambi di valore con altre imprese e imprenditori, al contatto con soggetti terzi in grado di apprezzare il contenuto innovativo delle start up “in erba”. L’obiettivo del vivaio è anche questo: mentre si cerca di fornire substrato idoneo per lo sviluppo, si rende visibile all’esterno il proprio operato. Solo se i confini di un soggetto promotore d’impresa rimangono trasparenti e permeabili a soggetti terzi si riuscirà a mettere in comunicazione start up con imprese ed investitori esterni.

Cosa si intende per substrato idoneo?

Strumenti di ricerca, figure preposte al coaching ed al mentoring, proposte di consulenza agevolate, network relazionali, percorsi di formazione specializzata orientati all’accrescimento della knowledge, continuo contatto con enti finanziatori o possibili fondi di investimento privati e non. In questo modo le neo-imprese non saranno alla prova solo con loro stesse, ma con i mercati: sarà il mercato, come sempre, a scegliere le realtà a più alto potenziale, in un percorso dalla durata prestabilita e limitata. Come? Con una costante attività di comunicazione dei risultati del “vivaio d’impresa”, attraverso eventi, partnership mirate, modalità di presentazione dei percorsi di crescita. Se tutto questo sarà in grado di produrre un effettivo interesse da parte degli stakeholder, si potrà parlare di un potente effetto vetrina da parte dei vivai d’impresa.

Come intuibile il focus è sulle persone, sulla necessità di orientare non solo le idee ma anche l’organizzazione, primo elemento in grado di generare il potenziale di un’idea.

“Nulla al mondo è tanto forte come un’idea, il cui tempo è arrivato”
Victor Hugo

Simona Raccagni

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