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Rivoluzione "smart" per le PMI
22/06/2016

C'è la manifattura nel futuro della crescita e dell'innovazione.

Sistematicamente illustrati sul Sole 24 Ore da Marco Fortis, i dati sull'industria italiana mostrano che l'innovazione è nel Dna delle nostre imprese manifatturiere. Nel 2012 «su circa 105 miliardi di surplus manifatturiero del nostro Paese, le nuove specializzazioni italiane rappresentavano ormai il 71% del totale, mentre nel 2000 il loro peso era pari solo al 41 per cento». L'Italia è nel gruppo dei grandi Paesi sviluppati che stanno dando la scalata alla manifattura nel mondo. Tra i primi 15 Paesi manifatturieri per quota di valore aggiunto lordo a prezzi correnti della manifattura globale, l'Italia da decenni occupa posizioni di rilievo: sesta nel 1980, quarta nel 1990, sesta nel 2000 e quinta nel 2010 (un salto di gradino proprio nel tempo della Grande Recessione). E per quanto riguarda il peso della manifattura sul Pil, McKinsey assegna all'Italia il settimo posto nella graduatoria mondiale (15% del Pil), preceduta nell'Unione europea dalla sola Germania con il 19 per cento.

Ciò che ci contraddistingue dagli altri al top della classifica è l'alta intensità di manodopera della manifattura italiana. Siamo un'eccezione, perché all'aumentare della ricchezza tende a ridursi la quota della produzione manifatturiera che assorbe molto lavoro. Resta da vedere se le nuove specializzazioni, insieme alla stampa a tre dimensioni imporranno, con un bel salto in alto della produttività, un'inversione di rotta alla nostra manifattura. Una parte del lavoro dipendente cederebbe il passo all'attività imprenditoriale esercitata da ex dipendenti che assumerebbero il ruolo di artigiani tecnologici. Con la tecnologia della stampa 3D costoro sarebbero impegnati nella semplificazione dei processi produttivi complessi e nella prototipizzazione rapida lungo la fase di ideazione dei processi innovativi. Nel segno dell'innovazione, nuove specie imprenditoriali in sostituzione del lavoro dipendente abiterebbero nei diversi ecosistemi della manifattura.

Nel futuro della manifattura un altro protagonista di primo piano è l'Internet delle cose (IdC), che dimostra come l'impatto economico e sociale scaturito dalle connessioni intelligenti si sia sviluppato con sorprendente rapidità. La connettività che solo l'altro ieri era accesso digitalizzato all'informazione è oggi il mondo digitalizzato, ovvero l'IdC che connette persone, processi, dati e cose. Le persone sono connesse in modo efficace. I processi danno giusto in tempo le informazioni giuste alle persone giuste. I dati si trasformano in informazioni sempre più utili per prendere decisioni. Le cose si presentano come dispositivi digitali e oggetti connessi a Internet e tra di loro, consentendo così di prendere decisioni intelligenti. L'IdC insegna al cliente come creare più valore e, di conseguenza, fornisce all'azienda gli strumenti informativi per produrre ciò che il cliente esige. Più complesso è il prodotto, più possibilità ha l'azienda di imparare ciò che fa la differenza. Con il cliente che diventa un "prosumer" (co-produttore e consumatore), cambia radicalmente l'approccio alle vendite e al marketing.

Con le cose che diventano sempre più oggetti di pensiero, conoscenza e comunicazione, le nostre imprese manifatturiere, soprattutto le più piccole di dimensioni e le meno connesse a reti digitali, imprenditoriali e sociali, si trovano di fronte a passaggi repentini e discontinui: dal "fare un colpo negli affari" allo stare con continuità e perseveranza sulla nuvola dell'IdC; dall'accesso all'informazione alla competenza diffusa da mettere a frutto nell'economia globalizzata. Grazie all'innovazione, la manifattura italiana non è precipitata sul suolo della Grande Recessione prima e della stagnazione dopo. Non è una Fenice che dovrebbe rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. È viva e vitale. Deve, però, accelerare il suo metabolismo imprenditoriale, ricorrendo a dosi sempre più massicce d'innovazione tecnologica e nei modelli di business.

Di Piero Formica, da "Il Sole 24 Ore" del 24 Febbraio 2014

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