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La smart factory: il cuore dell’Industria 4.0
31/01/2017

Al cuore dell’Industria 4.0, si colloca la smart factory, una fabbrica in forte evoluzione, dove i sistemi informativi si fondono con quelli fisici ed i dati fluiscono anche da e verso soggetti esterni.  
La visione futura è quella di integrare, in una progressiva evoluzione, tutti gli oggetti in una rete universale, da impianti ad edifici, dai prodotti ai trasporti, in maniera da identificali e localizzarli univocamente e facendo prendere decisioni autonomamente ai sistemi.

Una peculiarità chiave della smart factory è l’integrazione sia dei consumatori sia dei business partner all’interno dei processi di progettazione e creazione del valore lungo tutta la filiera produttiva.
Le nuove tecnologie abilitanti, fondate tutte sull’Internet of Things, consentono la realizzazione di sistemi produttivi non solo integrati, ma anche flessibili in grado di far fronte alla variabilità della domanda del mercato in tempo reale. Questa flessibilità è da considerarsi in tutte le sue dimensioni, quindi non sono numerica, ma anche di tipologia di pezzi prodotti e di valutazione delle caratteristiche dei prodotti.  

Quali sono le tecnologie abilitanti introdotte nelle smart factory

  1. robot interconnessi ed autonomi data la programmazione in remoto (advanced manufacturing solutions);
  2. stampa 3D (additive manufacturing);  
  3. realtà aumentata (augmented reality);
  4. simulazione tra tutte le apparecchiature interconnesse (simulation);
  5. integrazione dati su tutta la filiera (integration);
  6. sicurezza dati (cyber security).

Come possiamo notare dallo schema sotto riportato, la smart factory si basa su tre pilastri:

  1. la produzione fisica, il primo pilastro è composto da robot, dispositivi di realtà aumentata e macchine intelligenti con anche dei sensori e dei punti di raccolta dati che permettono la comunicazione in tempo reale;
  2. l’infrastruttura dati, questo secondo pilastro permette la gestione dei dati, a partire dalla loro sicurezza, alla loro archiviazione fino alla loro elaborazione;
  3. l’intelligenza artificiale, il terzo pilastro della smart factory si fonda sulle informazioni derivanti dall’analisi, l’elaborazione e la condivisione dei dati; con queste informazioni si potranno effettuare delle simulazioni di produzione che andranno a programmare le macchine intelligenti in tempo reale.

La vera rivoluzione è che tramite l’interazione di questi tre pilastri sarà possibile programmare la produzione delle macchine in tempo reale e in maniera autonoma. Si pensi che questi dati non provengono solo dall’interno della fabbrica, ma anche dall’esterno, infatti un sistema produttivo smart si definisce tale se è in grado di connettere contemporaneamente non solo le macchine tra di loro, ma anche soggetti diversi e distanti.

Nella smart factory, sarà il cliente che in tempo reale dirigererà la produzione verso l’output da lui desiderato con le specifiche tecniche particolari ed i fornitori ed i collaboratori monitoreranno in tempo reale l’andamento della produzione. 

 

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