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I difetti della comunicazione: contrasti e conflitti
07/03/2017

Se la comunicazione consta di due elementi inscindibili seppure distinguibili, ovvero di contenuto (ciò che si dice) e di relazione (come lo si dice), anche le problematiche connesse all’interazione tra le persone possono essere distinte in:
contrasti – ovvero “difetti” di comunicazione riconducibili alla dimensione di contenuto, che si traducono in divergenze di opinioni;
conflitti – ovvero “difetti” di comunicazione afferenti la dimensione della relazione che portano il contenuto in secondo piano, spostando l’attenzione prevalentemente sul “come” si sta comunicando.

Il contrasto e il conflitto diventano così due concetti diversi dal punto di vista qualitativo. Un contrasto di qualsiasi entità, se si mantiene sul piano del contenuto, rimane comunque tale e non si trasformerà in conflitto; lo stesso discorso vale anche per il conflitto sul piano della relazione.

Al contrario, se si assiste ad un passaggio dal piano del contenuto a quello della relazione, oppure se si rileva una compresenza di entrambi gli elementi, il contrasto sfocia in conflitto (molto più difficile da governare anche perché può derivare da esperienze e pregiudizi pregressi). Il conflitto infatti è caratterizzato da una contrapposizione di interessi e scopi in presenza di risorse ritenute scarse ed è legato alla comunicazione in tutti i suoi aspetti (compresa la modalità di espressione o di ascolto delle persone).

Esso avviene nell’interazione tra individui legati da affetti, interessi, rapporti professionali, in cui ciascuna parte pensa che la soddisfazione degli interessi altrui impedisca o ostacoli la soddisfazione dei propri: così facendo le differenze presenti si amplificano e non venendo gestite generano tensione.

 

 

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