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Reti intelligenti per costruire la fabbrica 4.0
28/04/2017

L'Industria 4.0, protagonista del dibattito circa la fabbrica del futuro, necessita di cultura sugli aspetti che riguardano l'infrastruttura IT. Secondo Mario Manfredoni, Country Manager di Juniper Networks, in Italia infatti si sottovaluta l'importanza dei sistemi informativi come fonte di sviluppo dell'impresa; spesso li si considera un costo, quando in realtà sono un investimento necessario per non rimanere esclusi dalla competizione.

"Il contesto in cui operiamo", spiega Manfredoni, "dominato da cloud, mobile e Big data, richiede un necessario ripensamento dell'architettura della Rete tradizionale. Oggi, infatti, le Reti sono troppo spesso chiuse, proprietarie, complesse, costose e rigide. In poche parole, ostacolano l'innovazione e il progresso, anziché favorirli. Innovazione significa rendere queste Reti scalabili, veloci e alla portata di qualsiasi portafoglio. Se questi criteri saranno rispettati, Internet e il cloud potranno fungere davvero da acceleratori".

Il futuro è quindi la flessibilità, ossia Reti smart che, dialogando tra loro, permettono alle risorse interne all'azienda di risparmiare tempo e contenere i costi di gestione automatizzando alcune attività.

D’altro canto è necessario proteggere l'ecosistema e mettere a punto delle soluzioni volte a garantire la sicurezza dei dati, poiché sono tantissimi i punti di accesso del dato, e altrettanti i percorsi che il dato compie per arrivare a destinazione. Garantire la sicurezza al singolo access point non è quindi più sufficiente, a dover essere protetto è tutto il sistema, dai data center ai campus sino al singolo dispositivo. È la Rete, nella sua interezza, che deve essere salvaguardata e che deve diventare efficientemente intelligente da riconoscere da sola il pericolo, funzionando come un cervello che reagisce agli impulsi mettendo in atto degli automatismi di risposta. Ciò non significa che le Reti debbano essere blindate, bisogna solo insegnare loro a difendersi. Le Reti blindate sono dannose al business perché non possono essere integrate con le novità a disposizione del mercato, e il futuro è la logica open, che consente ai produttori di mettere a disposizione delle imprese ciò che di migliore esiste ed esisterà.

Fonte: Sistemi&Impresa (n°2 - marzo2017)

 

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