Torna all'elenco News

Burocrazia e innovazione, la parola ai top manager
22/06/2016

Risultati dell'indagine "Global innovation barometer di GE"

Le opinioni dei senior business executive sul livello di innovazione del paese raccolgono una serie di importanti delucidazioni sullo stato dell'arte su grado di sviluppo e sulla competitività del nostro paese. Le aree di indagine sono principalmente 3: processo ideale di innovazione, politiche pubbliche e trend che segnano il mercato. 

In Italia, solo il 50% dei top manager crede che le persone vivano meglio di dieci anni fa grazie all'impatto dell'innovazione (nei restanti paesi la media si aggira intorno all'80%) mentre il 90% è d'accordo sul fatto che i temi dell'innovazione siano elementi essenziali per lo sviluppo globale. Grande considerazione nei confronti dell'attitudine a collaborare e ad aggregarsi, aspetti fondamentali per l'87% delle persone intervistate. 

E per quanto riguarda il contributo delle imprese ai processi innovativi? Il 60% degli executive sostiene che siano start up e PMI a guidare l'iinovazione, mentre scarsa considerazione viene data alle multinazionali; per le imprese che innovano i principali driver individuati sono la comprensione della propria clientela e l'anticipazione dei trend di mercato, unitamente alla capacità di attirare e trattenere talenti in azienda. 

Veniamo ora agli aspetti negativi: tra i punti più critici individuati dai manager troviamo investimenti insufficienti stanziati per ricerca e sviluppo, uno scarso supporto finanziario ed una tendenziale difficoltà nel cercare e selezionare idee rivoluzionarie in grado di portare l'azienda dalla fare start up a quella scale up. 

Parlando di creatività, base fondamentale di ogni processo innovativo, lo studio riporta risultati che muovono alcune perplessità: se per la maggioranza dei manager siano fondamenatali atteggiamenti creativi, appare evidente una radicata chiusura nei confronti dei processi sviluppati esternamente (aspetto fondamentale per lo sviluppo di una mentalità di open innovation). Rimane radicata la convinzione che l'innovazione debba essere sviluppata solo nell'ambito del proprio core business, pretendendo che il team di ricerca venga sviluppato all'interno di funzioni aziendali già definite e che non si possa portare avanti alcun processo innovativo indipendentemente. Altro elemento preoccupante è che il 32% dei manager italiani intervistati dichiara di non aver mai sentito parlare di big data e ben il 37% di loro non conosce il significato dell'industrial internet, concetto alla base dell'internet delle cose.

Curiosamente i manager non italiani giudicano il quadro complessivo dell'innovazione del nostro paese piuttosto positivo, mentre i colleghi del belpaese non la pensano allo stesso modo: solo il 27% dei manager italiani ha un'opinione positiva del framework attuale. 

Risutato complessivo dell'indagine dimostra che in Italia vi sono alcuni importanti ostacoli ancora da sorpassare: supporto governativo insufficiente, burocrazia pedante, accesso al credito complesso e insufficienti incentivi all'innovazione. 

Nostra elaborazione da Wired 

Newsletter

Rimani aggiornato: iscriviti alla newsletter

Invia

Social

Seguici su

Questo sito prevede l'utilizzo di cookie tecnici. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti al loro utilizzo. Ulteriori informazioni

CHIUDI