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Il profilo del manager 4.0
12/12/2017


Figure professionali emergenti, posizioni organizzative di middle management in crisi, nuove competenze orientate al lavoro di squadra e all’innovazione sempre con un occhio alla differenziazione. Ecco l’impatto che ha avuto l’Industry 4.0 su occupazione e leadership secondo una platea di esperti.

Con l’avvento della Industry 4.0 una serie di posizioni di middle management rischiano di essere superate dai nuovi modelli organizzativi, da un nuovo stile di leadership e dall’orientamento all‘innovazione. La quarta rivoluzione industriale promette capovolgimenti dell’organizzazione del lavoro e nelle competenze richieste per operai, impiegati, professionisti, ma soprattutto, avrà un impatto sui livelli dirigenziali.

«I manager sono i potenziali protagonisti di Industry 4.0, sia come esperti funzionali che come esperti ICT, ma dovranno mettere in gioco nuove competenze professionali», afferma il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla. Secondo Massimo Pellegrino, Partner PwC, «il manager di successo dell’Industry 4.0 dovrà essere in grado di fornire al gruppo una visione strategica, avere competenze di coaching e motivazionali e un’autorevolezza tecnica sufficiente per essere considerato anche dai più “nerd”. Obiettivamente, un profilo difficile da trovare». «Ci sono caratteristiche di verticalità della leadership di oggi, che passeranno a un’orizzonalità complessa da gestire» aggiunge il Segretario Generale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Massimiliano Tarantino, che al tema della digitalizzazione in relazione al mondo del lavoro ha appena dedicato lo studio “Tecnologie, lavoro e politiche pubbliche”.

 

 

Le caratteristiche del manager 4.0

Le caratteristiche più importanti di un manager 4.0 consistono in:

  • uno stile di leadership orientato al team
  • l’abilità di facilitatore della comunicazione interna
  • innovatività
  • essere un “buon creatore di legami esterni alla sua funzione
  • essere un buon facilitatore della comunicazione esterna (clienti)
  • alto livello di competenze di “Industria 4.0” e manageriali.

Si configura un modello organizzativo in cui i collaboratori hanno un maggior grado di autonomia e il manager attiva capacità di relazioni e flussi informativi interni all’azienda grazie ad un elevato livello di interconnessione.

Secondo il report Staufen Italia le due caratteristiche in cui i manager sono considerati più preparati dalle aziende attualmente sono proprio l’orientamento al team e l’innovazioone. Lo stile di leadership orientato al team è avanzato o molto avanzato nel 41% dei casi, l’innovatività nel 35%. Il terreno su cui bisogna maggiormente lavorare è invece quello della comunicazione: attualmente prevale l’orientamento al cliente (31%), più che quello verso la comunicazione interna (24%).

L’impatto più importante atteso sulla leadership, sempre secondo il medesimo report, è rappresentato dalla sempre maggior richiesta di competenze di comunicazione (37%), seguita dal fatto che i dipendenti, in futuro, agiranno con maggiore autonomia e meno alle dipendenze dei manager (25%). C’è anche un 14% di imprese convinto che diminuirà il numero di manager per dipendente, analoga percentuale per coloro che ritengono non ci siano cambiamenti in vista nella gestione dei collaboratori, e infine un 10% è convinto che le competenze di “Industria 4.0” saranno per i manager più importanti delle conoscenze di management. Il panorama italiano dunque non punta particolarmente sulle competenze specifiche di Industry 4.0, mentre si concentra maggiormente sulle competenze manageriali.

«Le nuove competenze professionali dei manager di industry 4.0», spiega Stefano Cuzzilla, «sono rappresentate dall’acronomico STEM, che significa Science, Technology, Engineering and Mathematics. Le competenze di tipo amministrativo e più in generale tutto il back office aziendale, che sarà rapidamente rimpiazzato da procedure totalmente automatizzate che potranno essere eseguite in tempo reale, con la massima affidabilità».

In questo scenario Federmanager promuove la formazione di un nuovo profilo professionale, «il Digital Trasformation Manager, che accompagni le PMI nel percorso di adeguamento al nuovo modello di sviluppo industriale 4.0. Anche la formazione, quindi, dovrà mutare i propri focus, dalle tradizionali soft skills allo sviluppo di competenze di project/program management, che sostengano la fase di implementazione dei nuovi processi».

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