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7 Domande che un Manager dovrebbe porsi prima di un cambiamento di rotta
17/04/2018

Il cambiamento in azienda è un argomento da non prendere alla leggera ed è parecchio ostico da affrontare. Da un lato si trova il leader che ha il dovere e l’obbligo di informarsi apportare cambiamenti che giovino a tutti. Dall’altro abbiamo la forza lavoro che è il “motore” aziendale, la quale nel corso degli anni ha sentito sempre più spesso parlare e vissuto sempre più spesso cambiamenti aziendali. Il primo attua il cambiamento, mentre i secondi passivi subiscono le direttive.

 

 

 

 

 

Ma a quali domande deve dare risposta un buon manager prima di apportare cambiamenti in azienda?

 

  1. Qual è il grande cambiamento?

 

In azienda i grandi cambiamenti non sono mai visti come qualcosa di positivo ed in generale, anche se le persone tendono ad adattarsi ad ogni situazione, un grande cambiamento viene sempre visto come una sofferenza o qualcosa di negativo. Per questo non si può mai apportare un cambiamento drastico a cuor leggero senza prima aver verificato che può portare effettivi vantaggi. Questo punto è fondamentale per tenere alto il morale della propria forza lavoro.

 

  1. Come potrebbe reagire la propria forza lavoro?

 

Ad oggi la forza lavoro è cambiata moltissimo rispetto 40 anni fa. Adesso risulta più acculturata, sintonizzata (tuned-in) e connessa (plugged-in). Questo comporta persone che anche senza avere particolare esperienza o non avendo particolari studi è possibile che capiscano dell’argomento in oggetto e dicano la loro sulla questione. Con plugged-in si intende che la gente è costantemente interconnessa l’una con l’altra grazie a internet e gli smartphone. Con tuned-in si intende che la forza lavoro grazie al plug-in resta sintonizzata sugli argomenti che le interessano, quindi risulta difficile che sia completamente sprovvista. Le persone sono più consapevoli del proprio valore e in alcuni casi sono anche più tutelati su alcuni aspetti lavorativi.

N.B. Considerare il feed back della forza lavoro è una delle più importanti domande da porsi in questo periodo storico.

 

  1. Come mettere in atto un cambiamento comune?

 

Risulta di cruciale importanza che diversi modi di pensare e diverse prospettive si sommino ad un’unica idea, per creare cosi un cambiamento comune. Questa parte è la più complessa in quanto il compito e cercare di mettere tutti d’accordo, in questi casi se molti piccoli cambiamenti remano nella direzione opposta al cambiamento generano solamente confusione rendendo il sistema caotico.

 

  1. Come Guiderai il Cambiamento?

 

Come un manager guiderà il cambiamento dipenderà dalle persone verso cui si pone come loro guida. Generalmente si hanno persone più attente e informate sul mondo che le circonda rispetto al passato, quindi il cambiamento deve essere condotto rapidamente e in modo efficiente. Ciò risulta più di un’attività di gruppo che può arrivare dal basso verso l’alto.

 

  1. Come strutturerai il cambiamento?

 

Per strutturare il cambiamento servono basi solide come una speranza e uno scopo da dare alla forza lavoro, unite ad un incoraggiamento che mantiene vive entrambe. Il tutto messo a maturare con una buona dose di tempo. A differenza delle formule matematiche, questa non è precisa e può portare o ad un fallimento o al successo, ma a definire il risultato sono le persone. Quello appena descritta è la formula per strutturare un cambiamento ma il risultato non è garantito.

 

  1. Quali storie ispiratrici condividerai?

 

Le storie ispiratrici sono divulgazioni volte a far tendere l’equazione del punto precedente verso il successo. Sono i racconti che incoraggiano la forza lavoro ad andare avanti, come ripetere loro che c’è speranza, che possono fare qualcosa per migliorare il mondo e loro stesso e, importantissimo, che il risultato ne vale la pena.

 

  1. La Forza Lavoro è al centro della tua strategia di cambiamento?

 

Loro sono il motore, loro sono il futuro dell’azienda e in linea perfetta con l’affermazione “un re è nulla senza un popolo da governare” non è il regno a qualificare un monarca ma il suo popolo. Quindi la forza lavoro deve essere al centro della strategia per il cambiamento, e va affrontata con un approccio psicologico piuttosto che strategico.

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