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I 10 ERRORI DA NON COMMETTERE DURANTE UN COLLOQUIO DI LAVORO
03/10/2018

“Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione”.

Il colloquio di lavoro rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita di un lavoratore ed in quanto tale occorre arrivarci opportunamente preparati.

Noi di PDFOR abbiamo provato a stilare un decalogo dei peggiori errori da evitare di commettere durante un colloquio di lavoro, di qualunque genere esso sia, che sia con l’ufficio del personale o con un nostro potenziale cliente.

1. UN LAVORO VALE L’ALTRO

La motivazione risulta essere uno degli elementi fondamentali: deve essere chiaro sin da subito che voi non vi accontentate di un qualsiasi stipendio, ma siete lì a proporvi esattamente per quel lavoro e quella specifica posizione.

Oltre a voi si presenteranno numerose altre persone a quel colloquio e sarà l’entusiasmo dimostrato a far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che un’altra.

 

2. IL RITARDO

Arrivare in ritardo al primo colloquio, così come al primo appuntamento è sintomo di scarso interesse, maleducazione, disorganizzazione e di una non opportuna gestione del tempo, di certo non il migliore dei biglietti da visita.

Non si pensi però che la soluzione sia arrivare eccessivamente in anticipo, anche quello potrebbe creare disagi.

 

3. SCARSA PREPARAZIONE

Al primo colloquio è buona usanza arrivare con una preparazione generale sul possibile futuro posto di lavoro: sito internet, progetto per il quale vi hanno chiamati, prodotti, mercato e competitor. Questo vi eviterà brutte figure in caso di domande a bruciapelo e sarà garanzia di un interesse sincero, senza dare l’impressione di aver inviato mille CV in giro e di trovarvi lì per caso.

 

4. MENTIRE

Come dice il proverbio: “Le bugie hanno le gambe corte”.

Cercate di non creare vane aspettative sulle vostre capacità e competenze, il rischio di incappare in brutte figure è alle porte.

Piuttosto che esagerare, sempre meglio puntare sull’onestà e la colontà di migliorare.

 

5. PRESENTARSI PER QUELLO CHE NON SI È

Presentatevi come voi stessi, inutile esagerare, questo vi renderà più sinceri, naturale e di conseguenza credibili.

 

6. PROFESSIONALITÀ

Bisogna saper separare la vita privata dall’ambiente lavorativo.

Look, indirizzo email, foto del curriculum dovranno essere professionali.

 

7. ABBIGLIAMENTO

Se da un lato è assolutamente vero che l’abbigliamento dovrebbe essere coerente con l’ambiente di lavoro, in sede di primo colloquio sempre meglio essere formali, evitando di poter essere accusati di scarso interesse.

 

8. CRITICARE PRECEDENTI ESPERIENZE

Ricordatevi che criticare ex datori di lavoro, colleghi o clienti non è mai un buon segnale per chi dovrà assumervi, quegli stessi soggetti non sarebbero altro che i loro predecessori.

 

9. IMMAGINE

Sicuri che al giorno d’oggi le nostre vite private siano realmente private?
E’ buona prassi di clienti e selezionatori ricercare informazioni su di voi attraverso i social network.

 

10. MANCANZA DI EMPATIA

Chiunque vi troverete di fronte non ragionerà come una macchina, resterà una persona interessata al vostro fattore umano, al vostro entusiasmo, motivazioni o anche solo all’empatia venutasi a creare.

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