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Pillole di Project Management – Progetto: definizione e ciclo di vita
13/09/2022

In attesa dell’avvio del corso propedeutico alla certificazione ISIPM-Base, ci proponiamo di pubblicare una piccola rubrica di articoli sul tema, tratti dal libro di Paolo Di Marco e Daniele Rimini “Come sviluppare in azienda la metodologia del Project Management”.

Nella maggior parte dei settori del mercato, ad oggi, viene richiesta la capacità di offrire prodotti e servizi che si differenzino dalla concorrenza, le esigenze del cliente sono sempre maggiori e più dettagliate, e sempre più frequente è la necessità di personalizzare, il che presuppone l’acquisizione di una forte competenza sulla materia. Al contempo il raggiungimento degli obiettivi deve avvenire in tempi contingenti, sui quali la concorrenza gioca al ribasso. Nel quadro delineato si fa sempre più ricorso a una disciplina trasversale ai settori, che può essere applicata nel pubblico, nel privato, nelle imprese grandi o piccole che abbiano necessità di governare processi unici: il Project Management.

Questo approccio è particolarmente adatto per aziende che lavorano su commessa, imprese edili che realizzano grandi opere, servizi pubblici, installazione di macchinari...

Secondo il Project Management Institute Un progetto è una serie di attività temporanee e mirate alla creazione di un unico prodotto/servizio”. Il progetto viene infatti inteso alla stregua dell’inglese “project”, ossia nella sua accezione più ampia, che non prevede solo la progettazione tecnica (“design”), ma l’insieme delle attività necessarie al raggiungimento di un obiettivo.

Ciò che distingue un progetto da una normale operazione è ascrivibile a due caratteristiche: l’unicità e la temporaneità. L’unicità è determinata dal fatto che l’obiettivo da realizzare è in tutto o in parte nuovo. Anche nel caso di prodotti non unici come categoria (strade, ville, servizi di trasporto su ferro…) ogni progetto ha caratteristiche proprie diverse da tutti gli altri. Il fattore di temporaneità trova la sua giustificazione nel fatto che viene stabilito un periodo di svolgimento, che può durare anche diversi anni, ma si conclude inequivocabilmente al raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti. La conclusione viene indicata con i termini “Kill Point” o “Stage Gate”.
Per consentire il monitoraggio del progetto e semplificarne l’analisi, lo stesso è suddiviso in diverse fasi, delimitate dai “deliverable”, cui corrispondono risultati valutabili in relazione agli obiettivi preliminari. Una suddivisione applicabile alla quasi totalità dei progetti prevede le seguenti fasi, che unitamente determinano il ciclo di vita di un progetto: concezione, definizione, realizzazione, chiusura.

La progressione delle fasi implica la necessità di operare in ognuna nel modo più appropriato, eseguendo alcune attività di carattere generale e definendone altre specifiche di volta in volta, il cui raggiungimento dovrà essere verificato in itinere, fissando delle milestone. È importante il rigoroso rispetto della corretta disposizione nel tempo delle attività per garantire la conclusione del progetto nei tempi previsti e con i costi stabiliti. La capacità di influire sul progetto infatti diminuisce rapidamente dopo le fasi iniziali, in cui vanno assunte le decisioni più vincolanti. Andamento opposto ha il costo delle modifiche, rappresentato da una curva logistica. Nella fase di concezione è possibile apportare le variazioni ritenute più convenienti senza ingenti implicazioni economiche, mentre dopo averle definite, ulteriori modifiche risultano essere estremamente onerose. Le fasi iniziali sono quindi quelle cruciali per la buona riuscita, e per questo connotato il progetto è intrinsecamente rischioso. Il superamento delle prime due fasi, generalmente, si accompagna a una maggior probabilità di successo. Passando alla realizzazione occorre impostare un sistema di gestione e controllo parallelo all’implementazione. La fase di chiusura non è ultima per importanza, richiede una graduale dismissione delle risorse umane, materiali e finanziarie, e necessita continuità al termine del progetto per una corretta pianificazione dei servizi post-vendita. Manutenzione e service stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nei business aziendali, e i nuovi modelli prevedono proposte di valore che eccedono quella del semplice prodotto. È la strategia della servitization, di cui abbiamo trattato sul nostro profilo Linkedin

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