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L’importanza di innovare nelle aziende
22/06/2016

Come spesso accade, è il mercato a dettare le regole del gioco ed ancora una volta le imprese sono chiamate a confrontarsi con il proprio ambiente di riferimento, individuando la via giusta, non solo per sopravvivere, ma anche per ottenere risultati soddisfacenti.

 
L’imprenditore, ancor prima di fare business, è quindi chiamato alla consapevolezza che non potrà beneficiare per lungo tempo del medesimo ambiente competitivo e delle stesse premesse che lo hanno portato ad investire con convinzione. 

L’innovazione, però, non deve essere intesa solo in termini “disruptive”, ma va assecondata anche nella sua versione incrementale, in modo tale da adeguare il business alle mutate necessità del mercato ed ai diversi scenari di riferimento. Secondo i più recenti dati ISTAT, in Italia prosegue a ritmi elevati la crescita del numero di aziende che decidono di adottare software specifici per la raccolta e condivisione con altre aree aziendali di informazioni sulla clientela (CRM): dal 13,3% nel 2009 al 23,1% nel 2013 fino al 28,2% nel 2014. È nettamente aumentata anche la diffusione di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree funzionali dell'impresa (ERP), che passa dal 9,7% del 2009 al 27,2% del 2013 fino al 37,2% del 2014. Sembra quindi evidente che per le nostre imprese fare innovazione significhi investire principalmente nelle ICT.

Questa è sicuramente una strada da intraprendere ma non è la sola, infatti possono derivare enormi vantaggi anche dalle innovazioni di processo, improntate alla competizione tramite innovazioni tecnologiche, di servizio o legate all’internazionalizzazione del Business. Per fare questo, occorrono investimenti, e su tale fronte le cose, per noi italiani, si complicano. Nel 2010, con una spesa di 19.625 milioni di euro, abbiamo confermato la nostra debolezza nell’ambito R&S, infatti questa cifra rappresenta l’8% del totale dei 27 paesi europei a fronte di un PIL pari al 12,6% del totale. La Germania contribuisce per il 28,3%, la Francia per il 18%, e il Regno Unito per il 12,5%. Inoltre, l’attività brevettuale, risulta in peggioramento costante sin dal 2004, ed infatti nel 2010 con 73,3 brevetti per milione di abitanti si colloca sotto la media europea (108,6 brevetti per milione di abitante).

E’ chiaro che in periodi di ristrettezza economica sia più difficile innovare, ma è proprio dalle difficoltà che bisogna trarre il coraggio necessario a risalire la china. Le nostre imprese hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più importanti al mondo, e da loro dovremo ripartire per riprenderci il posto che ci spetta.

La recente pubblicazione del libro 'People Resolve', scritto da Pd For Consulenza Direzionale insieme a Confindustria Emilia-Romagna Ricerca, Fondazione Democenter-SIPE e Reggio Emilia Innovazione, è la conferma della competenza di Pd For in materia di innovazione. Pd For può supportare la tua azienda nell'adeguamento del business al cambiamento del mercato.

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